The Golarion Chronicles

Sessioni 26/12 e 03/01

Una gelida fine ed un lugubre principio

Una volta guariti con l’aiuto dell’oggetto magico, il gruppo con l’aggiunta di Queen decide di distruggere ogni “attrazione”, fino a provocare l’arrivo del Freddo Cavaliere. La prima a capitare a tiro è il mulino, dove gli avventori ne fanno ruotare le pale, che a loro volta vanno a lacerare i poveri disgraziati appesi ad una delle estremità. La macchina è difesa da tre folletti malvagi, di cui uno va subito in pezzi per l’assalto di Davor, mentre gli altri iniziano a lanciare incantesimi come i precedenti. Mentre Callidus e Davor affrontano ciascuno una delle due creature rimaste, Queen, nel tentativo di portare un attacco inciampa sulla sua stessa arma. Un folletto riesce a lanciare una magia di confusione sul bardo, mentre lui e Callidus cercano di raggiungerlo fra le immagini speculari che li confondono, finché, con un po’ di fortuna, viene atterrato con un ultimo colpo del paladino, mentre Davor decapita l’altro e si precipita a bloccare Queen finché questi non ritorna padrone di sé.

A questo punto compare improvvisamente il Cavaliere, che monta un enorme alce nero con occhi fiammeggianti, brandendo una spada adorna di barbigli gelati, due luci azzurre e malvagie al posto degli occhi. Dopo aver fissato brevemente il gruppo, si lancia alla carica assalendo Davor, le cui giunture si irrigidiscono lievemente dopo il colpo. Il gruppo cerca di organizzarsi: Davor, Callidus e Quenn provano a circondare il Cavaliere, mentre Adanel scompare alla vista, mentre Aster restituisce un po’ di vita ai compagni, prendendo su di sé parte delle ferite che essi subiscono per gli attacchi feroci del nemico. Questi lancia una magia che attacca solo l’armatura del mezzelfo, che inizia a causargli un gelo soffocante e doloroso. Intanto Adanel ha evocato un leopardo che ingaggia una lotta feroce col destriero del cavaliere, riuscendo a tirargli delle poderose zampate al collo ma subendo altrettanto violenti calci. Il Cavaliere intanto ha evocato una nebbia che, seguendolo, lo nasconde alla vista, e rende più difficoltoso colpirlo per il suo spessore oscurante. Davor e Queen non si perdono d’animo, continuando a portare i loro attacchi mentre il canto li sostiene nello sforzo della battaglia, Callidus invece, pur avendo la sua spada fiammeggiante Flagello della non morte desiderosa più che mai di trapassare la corazza del malvagio avversario, fatica a raggiungerlo per la superiore mobilità di questo. Il Cavaliere ad un certo punto riesce ad afferrare Davor con le ampie corna del suo elmo, che si muovono come fossero animate e lo stringono in una morsa d’acciaio. Il barbaro, messo alle strette, prima tenta senza successo di forzare la presa, quindi, anche se con una sola delle braccia libere, pensa che la propria salvezza passa per una veloce distruzione dell’avversario, e ricomincia a menare fendenti, anche se impedito dalla foschia, che al tempo stesso però lo protegge. Colpito di nuovo alle spalle da Queen, che intanto ha quasi spezzato una delle proprie spade magiche facendo accidentalmente leva sul durissimo terreno, il Cavaliere in fin di vita lancia un’ultima tempesta di ghiaccio, cercando di portare con sé nell’oblio i coraggiosi avventurieri. Grossi pezzi piovono da ogni parte, uccidendo il non morto che si dissolve in finissima polvere di ghiaccio dispersa dal vento, e feriscono gli avventurieri, senza tuttavia che nessuno di essi rimanga a terra. La battaglia alfine è vinta, l’illusione spezzata. Falcon’s Hollow si risveglia dal suo sonno incantato, soltanto perché I superstiti possano contemplare costernati l’orrendo spettacolo che giace loro intorno.

Una volta salutato Queen, che va’ per la sua strada in compagnia della propria adorata moglie, agli avventurieri non resta che fare ritorno alla capitale, per portare la notizia dei recenti avvenimenti. Falcon’s Hollow, intanto, si è spopolata: alcune centinaia di persone sono perite o durante la fiera o per le conseguenze di essa, altri, colpiti da tanto orrore, hanno deciso di abbandonarla e cercare fortuna altrove, lo sceriffo stesso è misteriosamente scomparso, e sostituito da uno degli scagnozzi di Tuldrin.
Non passa molto tempo, però, che al gruppo viene affidata una nuova missione da parte del consiglio di Absalom.

Si narra infatti che, dieci anni fa, un chierico mago di Nethys di nome Drazmorg avesse rinvenuto un tomo con i segreti di Tar-Baphon per raggiungere la divinità attraverso la non morte, e si sia messo in viaggio per saperne di più. Tar-Baphon era stato un potentissimo re lich, che aveva terrorizzato la regione in tempi antichissimi, finché la Crociata Splendente, un’alleanza fra i regni di Thaldor, i nani di Kragda e i paladini dell’ordine di Ozen guidati da Iomedae non ancora divenuta dea, riuscirono a sconfiggere il suo esercito e ad imprigionarlo nella città di Vigil, dove tuttora si trova. Per mantenerlo inoffensivo furono infine creati alcuni sigilli, sparsi per il regno perché fossero gelosamente custoditi, uno dei quali probabilmente sito in un posto di guardia nanico nelle vicinanze della già conosciuta Falcon’s Hollow, dove pare che Drazmorg si fosse diretto con la sua spedizione, prima che di lui si perdesse ogni traccia.

Agli avventurieri pare chiaro dunque che, raccolte le proprie cose, sia necessario ritornare nella città già martoriata dai recenti avvenimenti.

Dopo una settimana di viaggio a cavallo, il gruppo giunge verso sera nella città dall’aria lugubre, e si dirige verso la locanda dell’Anatra Seduta per riposare e mangiare un boccone. D’un tratto viene scosso da un trambusto all’esterno: il becchino del luogo, infatti, tale Verrin, grida visibilmente scosso che i morti, tutti i morti della città, si sono sollevati dalle loro tombe! Intorno a lui alcuni cercano di calmarlo, altri lo prendono in giro dicendogli di andare a casa. Negli avventurieri però, sorge un bruttissimo presentimento. Passano pochi secondi, ed all’orizzonte compaiono delle figure che, claudicanti, si avvicinano alla città. Mentre gli altri sono presi dal panico, gli avventurieri si dirigono all’ingresso settentrionale, dove sei morti viventi si stanno avvicinando all’ingresso. Adanel, che ha appreso un nuovo incanto, coglie l’occasione per sperimentarne gli effetti: con un rapido gesto delle mani e alcune parole magiche (un po’ biascicate per l’assenza dei denti) proietta una gemma infuocata in direzione dei mostri, che immediatamente vengono spazzati via da una subitanea esplosione. Il gruppo non fa in tempo a complimentarsi con il mago che una nuova ondata fa la propria comparsa, circondando i due guerrieri all’ingresso. Adanel lancia un dardo in direzione di due dei nemici, mentre Davor riesce ad atterrare un mostro sulla corsa con un colpo della sua ascia adamantina, con Callidus che ne falcia altri due con la spada che ne penetra le carni come una lama calda nel burro. Infine Davor vibrando la propria ascia davanti a sé decapita, abbatte e fa schizzare via i tre rimanenti. Un silenzio spettrale cade sul campo di battaglia, mentre alcuni boscaioli, terrorizzati ma decisi a difendere le proprie case, fanno la loro comparsa alle spalle degli avventurieri. Aster pronuncia un incanto che gli consente di percepire la non morte anche a una certa distanza per non farsi sorprendere da nuovi attacchi, ma per alcuni secondi tutto tace. Gli avventurieri decidono allora di recarsi all’altro ingresso per verificare la situazione, ma sono costretti a fare rapidamente marcia indietro non appena sentono le urla degli abitanti: evidentemente un altro attacco è in corso.

Stavolta oltre agli zombi sono presenti anche due ghoul, desiderosi di affondare le loro zanne nelle carni dei viventi. Callidus, troppo distante per assalirli di spada, invoca il potere di Iomedae, ferendo i mostri con un’esplosione di energia; Davor si tiene pronto ad accoglierli col filo della propria ascia, ma Aster, imitando il compagno e concentrandosi profondamente, prorompe in una seconda esplosione, che stavolta è sufficiente per restituire tutti i corpi dei nemici alla loro naturale inerzia.

A questo punto il gruppo é di fronte ad una scelta difficile: dividersi per cercare di difendere i due ingressi del villaggio da ulteriori attacchi, oppure comportarsi diversamente?

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NicolaParolin NicolaParolin

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